“Jiu-jitsu è l’arte che insegna al debole a battere il forte, aiuta a formare il carattere e a preparare la mente alle avversità della vita”
Murilo Bustamante, pluricampione del mondo di Jiu-jitsu brasiliano e MMA

Il Jiu-Jitsu brasiliano è un’arte marziale o sport da combattimento in grandissima crescita in tutto il mondo. Il suo lancio internazionale è avvenuto nel 1993 con la prima edizione di Ultimate Fighting Championship (UFC) vinta da Royce Gracie, il combattente della famiglia brasiliana del Ju-jitsu che ha sbaragliato tutti i suoi avversari provenienti da svariate arti del combattimento con tecniche di lotta a terra.

“L’arma segreta del Brazilian Jiu-Jitsu (abbreviato in BJJ) è infatti la lotta al suolo. Queste tecniche lo distinguono dal Ju-Jitsu giapponese, che preferisce la lotta rimanendo in piedi, eredità storica degli scontri sul campo di battaglia dell’epoca dei samurai.”

Il Jiu-Jitsu, scritto anche Ju-Jtsu o Ju-Jutsu, può essere tradotto come l’arte o la tecnica della flessibilità. Questo perché di fronte all’uso della forza risponde con la cedevolezza facendo perdere l’equilibrio all’aggressore o applicando una leva dolorosa alle sue articolazioni. Anche il Judo è una versione sportiva del Jujitsu classico. Questo sport olimpico si differenzia dal Jiu-jitsu brasiliano nel combattimento a terra perché privilegia l’immobilizzazione invece che la “finalizzazione” dell’avversario, cioè ottenere la sua sottomissione con leve o strangolamenti.

Agli inizi del 1900 il Jiu-Jitsu è arrivato in Brasile grazie al campione giapponese di Judo e Jujitsu Mitsuyo Maeda, detto “conde koma”. Il “conte combattimento”, si era guadagnato questo soprannome grazie a innumerevoli incontri e sfide affrontate in Europa e in America contro pugili e lottatori di catch-wrestling. In cambio dell’aiuto ottenuto da Gastao Gracie a stabilirsi in Brasile, Maeda insegnò il suo Jiu-jitsu molto combattivo al figlio maggiore: Carlos Gracie.

Come padre fondatore del sistema di lotta brasiliano oggi più famoso al mondo va ricordato anche il fratello minore Hélio Gracie, a cui viene attribuita l’evoluzione di tecniche più adatte a un fisico non possente che permettessero “il trionfo dell’intelligenza sulla forza bruta”, come dice suo figlio Rorion Gracie (co-fondatore di Ultimate Fighting Championship). Hélio Gracie è anche il fighter della famiglia che ha accettato di combattere e lanciato sfide a chiunque, anche con regole Vale Tudo (cioè “vale tutto”), pur di affermare la superiorità di quello che è diventato il Gracie Jiu-jitsu.

“Lo scontro con praticanti di karate, judo, kung-fu, capoeira e combattenti da strada, molto prima che nascessero UFC e le MMA, ha permesso al Jiu-jitsu brasiliano di evolvere tecniche che potessero limitare la capacità di colpire degli avversari. Quindi la strategia di combattimento caratteristica del Gracie Jiu-jitsu è proiettare l’avversario, cioè portarlo a terra, ottenere una posizione di vantaggio e finirlo con una leva articolare, alle braccia o alle gambe, oppure uno strangolamento: le cosiddette tecniche di finalizzazione.”

Rickson Gracie, tra i figli di Hélio Gracie forse quello che ha raccolto la maestria leggendaria del padre nel combattimento, ha detto sulla pratica del Jiu-jitsu: “Fisicamente apprendi tecniche che ti danno un senso di confidenza e di capacità in ogni situazione della vita. Sai di essere forte e capace senza bisogno di essere il più grosso o il più forte presente nella stanza.”

Il corso di Brazilian Jiu-jitsu, oltre a dare un’incredibile confidenza in se stessi, permette di sviluppare forza e resistenza di tutto il corpo perché nella lotta l’impegno fisico è 100%, ogni singolo muscolo viene chiamato a lavorare, e non solo. Mentalmente si apprende a controllare le emozioni in una situazione di caos e stress, cosa che nessuna attività fisica “senza contatto”, di palestra o all’aria aperta, può fare.

Non essendo previsti colpi di alcun genere, né con le mani né con i piedi, questo sport da combattimento in grande crescita sta attraendo sia persone che vogliono imparare a difendersi senza arrecare gravi danni sia molte donne, che per la casistica stessa delle aggressioni a loro rivolte, si trovano praticamente sempre a doversi difendere da una posizione a terra.

“La lezione tipica di Jiu-Jitsu brasiliano prevede un riscaldamento di tutto il corpo, esercizi preparatori alla lotta per sviluppare forza e flessibilità necessarie, lo studio delle tecniche di attacco e difesa della lotta, e per finire è sempre presente una parte importante dedicata all’allenamento al combattimento, conosciuto come “rolling”, che permette di testare il proprio livello con i compagni di pratica.”

La nostra Accademia a Sesto San Giovanni (Milano) rappresenta il Clan Italica Jiu-Jitsu di Matteo Piran, atleta internazionale di Mixed martial arts e insegnante professionista di Jiu-Jitsu brasiliano. Il nostro corso prevede sia la pratica del Jiu-Jitsu con il kimono, cioè il gi, che quella “senza gi” a cui ci si riferisce con il termine Submission Grappling o Submission Wrestling. In questo caso si lotta con un abbigliamento che ricorda quello dei surfisti, cioé shorts da MMA e rash-guard a maniche corte o lunghe.

Gli Insegnanti di Brazilian Jiu-Jitsu / Submission Grappling a Sesto San Giovanni (Milano)

  • Matteo Piran
  • Adrian Croitoru
  • Antonio Braga

Orario lezioni corso Brazilian Jiu-Jitsu / Submission Grappling presso la Bono Academy di Sesto San Giovanni (MI)

(corsi di BJJ/Grappling tutti liberamente frequentabili con una singola iscrizione)

  • Young BJJ (13-17 anni) Lunedì-Giovedì 17.00-18.00
  • Lunedì-Giovedì 18.00-19.00
  • Lunedì-Giovedì 20.00-21.00
  • Sabato 13.30-15.30
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